Gli U2, la Apple e la musica gratis

Alla fine dell’ultimo Keynote della Apple, durante il quale Tim Cook ha presentato iPhone 6 e iWatch, gli U2 sono saliti a sorpresa sul palco e hanno suonato The Miracle (of Joey Ramone). Dopo il mini-concerto e un siparietto con Tim Cook, hanno annunciato che il loro tredicesimo album di studio Songs of Innocence sarabbe stato distribuito gratuitamente sull’iTunes Store a partire da quel momento. I possessori di iTunes e di un account Apple hanno potuto scaricare il nuovo album degli U2, tramite la tecnologia iCloud, semplicemente andando nella sezione Album del proprio player.

Un album entrato nella storia

Un’altra azione filantropica da parte della band di Bono, sempre in prima linea nelle cause umanitarie? Non esattamente. È più probabile che si tratti della più grande operazione di marketing degli ultimi anni. Songs of Innocence è finito nello stesso momento nelle librerie musicali di 500 milioni di persone. Non è mai successo nella storia della musica e del marketing che un disco abbia raggiunto contemporaneamente così tante persone.

È un download gratuito: chi ci guadagna?

Ok, ma è gratis. Chi ci ha guadagnato? Tutti. A dispetto delle apparenze, soprattutto gli U2 e la Apple. Analizziamo punto per punto le conseguenze di questo download gratuito (e quasi obbligatorio, vedremo poi).

1) Gli U2 hanno ottenuto una visibilità impressionante, attirando l’attenzione di tutti i media e facendo un bel regalo ai fan.

2) Non solo. Hanno fatto anche in modo che i non fan, quelli che non hanno mai seguito o apprezzato gli U2, potessero ascoltare con un minimo di investimento la loro musica. La considerazione più facile sarà stata: “Ma sì, tanto è gratis, che ci frega”. Magari continueranno a non comprare i loro dischi, ma forse a qualcuno verrà voglia di sentirli in concerto.

Per la cronaca, secondo alcune indiscrezioni, pare che la Apple abbia corrisposto agli U2 100 milioni di dollari per l’esclusiva dell’album e lo sfruttamento delle nuove canzoni per gli spot di iPhone 6 e iWatch.

3) La Apple ha avuto parimenti i riflettori puntati e una pubblicità incredibile. Ha avuto la riconoscenza dei suoi evangelist (“Cavolo, Tim Cook ci ha regalato l’ultimo album degli U2!”).

4) Ha acquisito nuovi potenziali clienti. Immagino saranno stati tanti quelli che, pur di scaricare il nuovo album, hanno installato iTunes sul proprio computer e hanno creato un account Apple (requisiti necessari per il download). Cosa non secondaria, potrebbero essere anche utenti Windows (iTunes è disponibile sia per mac che per pc).

6) Ma, come scrive Massimo Mantellini, c’è stato, tuttavia, anche un rovescio della medaglia. C’è chi non l’ha considerato un vero atto di cortesia. Molti utenti anzi non hanno gradito neanche che l’album comparisse nella nuvola iCloud nella sezione Acquistati e hanno protestato pubblicamente (ricordiamo che chi ha attivato i download automatici nelle preferenze di iTunes Store si è trovato subito l’album nella propria libreria musicale). La Apple è stata costretta a rilasciare un tool per permettere, a chi lo volesse, di rimuovere l’ultimo album degli U2 dalla propria “nuvola”.

Col digitale, streaming è bello

Insomma, gli U2 e la Apple, nonostante i discutibili vincoli di piattaforma proprietaria (che probabilmente, come dice Enrico Giammarco, nascono dalla paura di un indebolimento sempre maggiore del mercato dei download legali, con gli utenti che usano sempre più spesso piattaforme di streaming come Spotify) hanno capito lo stato dell’arte e hanno fatto un’operazione sensata (tra l’altro pare che la collaborazione tra i due partner riserverà nuove sorprese nei prossimi anni). Il digitale sta rivoluzionando e ha già rivoluzionato l’industria culturale. In maniera irreversibile. Per non essere tagliati fuori, bisogna far parte del gioco. Da protagonisti.

Chris Anderson lo aveva previsto

Tutto questo lo aveva già capito Chris Anderson nel 2009, anno in cui esce un suo saggio fondamentale: Free (Gratis).

Nel suo libro Anderson parla di un nuovo modello di business che permette di guadagnare rilasciando i prodotti gratuitamente. Chiama questo nuovo modello Freemium. Un’azienda offre i suoi prodotti o servizi gratis, in versione base. Soltanto se un utente desidera una versione Pro o completa, paga per quel plus. Oggi nei marketplace digitali, come gli App Store di Apple e Android, questa è già diventata una regola.

(Ultima modifica: 19 Marzo 2022)

 
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