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Neil Harbisson: il cyborg che “sente” i colori

Neil Harbisson è un cyborg di 32 anni (il primo registrato: ha un passaporto dove viene descritto il dispositivo che ormai è parte di lui). Dall’età di 21 anni ha un’antenna impiantata chirurgicamente nel cranio. È affetto da acromatopsia, una cecità congenita che gli impedisce di percepire i colori. L’antenna intercetta le radiazioni luminose intorno a lui e le converte in suoni, permettendogli di “sentire” i colori.

Il rapporto degli uomini con la tecnologia è destinato a diventare sempre più intimo. In futuro – Harbisson pensa nei prossimi 10-15 – cyborg con parti umani e parti meccaniche saranno la norma.

Credo che succederà nei prossimi vent’anni che io sarò in grado di camminare per strada ed essere normale,

dice Harbisson a proposito della sua antenna,

Proprio perché sarà normale vedere qualcun altro con una nuova parte del corpo.

Harbisson parla di Internet come di un “senso corporeo”. Nello stesso modo in cui assaggiamo il cibo e sentiamo la consistenza degli oggetti per interagire con il mondo, crede che gli esseri umani useranno Internet per comprendere il mondo attraverso le informazioni e i dati.

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L’orrore che (non) condividiamo

La foto di Aylan (che non pubblico), il bimbo siriano di tre anni annegato vicino alla spiaggia di Bodrum, in Turchia, ha fatto velocemente il giro del mondo.

La storia della sua famiglia (l’unico sopravvissuto è Abdullah Kurdi, che ha perso sua moglie e i due figli: Aylan, il bimbo fotografato, e Galip) potete leggerla qui. Poco dopo hanno cominciato a circolare anche delle foto di Aylan sorridente, quand’era ancora in vita, in compagnia del fratello maggiore Galip. L’accostamento di queste foto così diverse ha aumentato indubbiamente la drammaticità delle prime immagini.

Questa fotografia è diventata il simbolo della tragedia umanitaria del Mediterraneo, che, purtroppo, è un’emergenza quotidiana. È una foto terribile e che passerà alla storia.

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