Cosa possiamo imparare a fare per non impazzire durante la quarantena

Sono in chiuso in casa da più di un mese. Solo. La mia fidanzata è in un altro appartamento con i suoi genitori. Quello che sta succedendo là fuori è noto a tutti, ma lo ripeto per futura memoria: tutto il mondo si è fermato per una pandemia. L’origine di tutto è un nuovo coronavirus chiamato SARS-CoV-2, altamente contagioso. La maggior parte dei governi, compreso quello italiano, ha imposto il lockdown, il divieto di uscire dalla propria abitazione, se non per necessità urgenti. Per il momento sono riuscito a ordinare la spesa online con consegna a domicilio. Supero il perimetro domestico solo qualche minuto alla settimana, per andare a buttare la spazzatura.

Le prime settimane di quarantena sono state, un po’ per tutti, dominate dalla sorpresa e dallo spaesamento. Poi è subentrata una maggiore consapevolezza. Ma a questa si mescolano, sempre in misura diversa: ansia, speranza e talvolta anche disperazione. Tutti stiamo vivendo una nuova dimensione esistenziale, mai vissuta prima e paragonabile blandamente ai tempi di guerra dei nostri nonni, con un tempo che non scorre più normalmente, ma è sospeso. Intendo psicologicamente. Quelli che se la passano peggio (oltre a coloro che, come medici, infermieri, farmacisti, commessi dei supermercati, operai, corrieri e autotrasportatori, sono in prima linea e continuano a lavorare) sono le persone che, già prima di questa emergenza sanitaria, vivevano in condizioni difficili. Chi non aveva un lavoro o era un precario. O chi sta in mezzo, come me, che sono freelance, che lavoricchiava e che adesso non riesce a farlo più.

Al senso di incertezza e all’ansia generale, infatti, contribuisce la consapevolezza che non si sa ancora quando finirà questa pandemia, non si sa quando si troverà una cura efficace e un vaccino, non si sa se reggerà il sistema economico e di conseguenza non si sa neanche se si avrà ancora un lavoro dopo e se si riuscirà a trovarne uno per quelli che non c’è l’avevano neanche prima. Tutto questo è sufficiente per fiaccare psicologicamente anche la persona più equilibrata. Dopo molte cose saranno diverse, ma questo non implica che saranno automaticamente migliori.

In questa specie di distopia in tempo reale che stiamo vivendo collettivamente, il quotidiano sta assumendo anche dimensioni grottesche. La casa dovrebbe essere il luogo in cui ci si sente più protetti e a proprio agio. Eppure molte persone sono andate in panico all’idea di restare confinati nelle mura domestiche per chissà quanto tempo, come se l’intimità avesse assunto improvvisamente un aspetto terrificante. Questo può essere spiegato col fatto che la maggior parte di noi assume ruoli diversi che si esplicano anche in luoghi diversi: quello del lavoro, quello dello svago, quello della condivisione e infine quello dell’intimità. Venendo meno tutto questo, è crollato un po’ il terreno sotto i piedi.

Bisogna fare un upgrade, riprogrammare le proprie abitudini. E crearsi delle nuove routine domestiche. Questo ci hanno detto gli esperti. Ma non è affatto semplice. Anch’io sono in difficoltà. Non sono riuscito ancora ad aggiornare il sistema operativo della mia vita. E mi è tornata anche un po’ d’ansia. Ma restare lucidi e adattarsi al nuovo è l’unica soluzione per sopravvivere, anche psicologicamente. Ho raccolto quelli che mi sembrano siano i consigli migliori per gestire meglio questa situazione, soprattutto mentalmente. Sono azioni pratiche, ma anche distrazioni. Eccoli qui.

Da un articolo di Vice, ho scelto questi:

Programma nei minimi dettagli la tua prossima vacanza. Non possiamo sapere quando succederà, ma come si svolgerà e cosa visiteremo sì, eccome. Ad esempio, se andremo a Parigi possiamo scrivere su un quaderno itinerari a piedi, luoghi da visitare, bar e ristoranti, estratti di guide e citazioni di romanzi.

Scopri il meraviglioso mondo dei tutorial assurdi su YouTube.

Crea una playlist condivisa su Spotify e chiedi alle persone a cui vuoi bene di inserire una o più canzoni da ascoltare nei momenti di malinconia. Anch’io ne ho creata una che si chiama #Coronadays Soundtrack.

Tieni un diario della quarantena: sarà “divertente” rileggerlo tra qualche anno. Io ne sto scrivendo uno su Medium.

Scegli film che non sceglieresti solitamente, quelli che non guarderesti perché troppo impegnativi, di nicchia o semplicemente fuori dalle tue corde.

Impara a memoria una poesia, serve (anche se non si direbbe).

Inizia a tenere un diario dei sogni. L’hai sempre voluto fare, ma hai preferito ritardare la sveglia.

Scrivi un’email al te stesso del futuro su questo sito, dove puoi scegliere tra quanti anni la riceverai.

Osserva la tua libreria con calma e tira fuori un libro che non hai mai avuto tempo o voglia di leggere. Non avrai mai più tanto tempo libero quanto in questi giorni per affrontare Infinite Jest o Il Conte di Montecristo.

Studia. Ormai è possibile fare migliaia di corsi di altissimo livello online, completamente gratuiti.

Documenta ciò che sta succedendo, come ti senti e quello che fai durante il giorno, perché ci troviamo in un momento storico unico.

Pensa. Prenditi qualche minuto ogni giorno per ripensare alla tua vita e alle tue esperienze, ridefinire i tuoi obiettivi e ideare strategie per come ottenerli. Tornerai più forte di prima.

Sapere è potere, sempre e comunque. Approfondisci argomenti di cui non sai assolutamente nulla, guardando documentari e studiando online.

Dieci minuti di stretching al giorno non possono fare che bene. I tutorial di Youtube servono anche a questo.

Scegli la tua serie preferita e riguardala dall’inizio alla fine. Di nuovo. Non c’è nulla di male nel farlo. Se vuoi sentirti meno in colpa, guardala in lingua originale.

Questi i consigli del Post per restare mentalmente sani durante la quarantena:

Non passate le giornate a seguire le notizie sul coronavirus. È sufficiente seguire le fonti ufficiali (quindi fiutare fake news e starne alla larga, senza diffonderle) e 1-2 telegiornali al giorno. Se ci si abbuffa di news, conferenze stampa e approfondimenti, l’unico risultato è alimentare la nostra ansia. Vi consiglio la newsletter del Post: arriva ogni giorno alle 18 e racconta tutto quello che c’è da sapere senza allarmismi.

Mantenere la socialità con le videochiamate. Anziché con i messaggi sul cellulare, le mail o i social network, è meglio comunicare attraverso le video chiamate o, non potendo, attraverso messaggi vocali. Come stanno già facendo in molti, organizzate degli aperitivi e delle cene su Skype, su Google Hangouts, su Google Meet o WhatsApp con i vostri amici e parenti. Fatelo anche per momenti più brevi, per esempio chi lavora organizzi delle pause caffè o dei pranzi virtuali con i colleghi: è un modo per sentirsi meno soli, meno estraniati e per cercare di mantenere la normalità.

Fare attività fisica. È fondamentale per stare bene anche psicologicamente e ha una potente funzione antidepressiva, ma è una delle cose più difficili da fare, soprattutto per chi vive in una casa piccola, non ha un giardino, un terrazzo e degli attrezzi a casa. Tra le cose che potete fare: mettervi d’accordo con degli amici e fare insieme yoga, pilates, saltare alla corda o seguire dei tutorial online (qui avevamo dato un po’ di consigli su cose da comprare e tutorial da seguire per fare attività fisica a casa). Una cosa che consigliano in molti è ballare, che aiuta a scaricare la tensione divertendovi. Per finire, anche se non potete uscire affacciatevi all’aria aperta più volte durante la giornata, che sia al balcone o anche solo aprendo le finestre.

Cercate di mantenere la normalità e seguite una routine
Cercate di riprodurre la routine che avevate prima delle restrizioni o di reinventarne una nuova: è importante non trasformare il tempo dell’isolamento in un tempo indefinito e disordinato. Svegliatevi, lavatevi e vestitevi: non restate in pigiama ma indossate gli abiti che avreste indossato per uscire. Fa bene a voi ed è rispettoso per le persone che vi stanno vicino, se non siete da soli.

Fare le cose che rimandate sempre o impararne di nuove
Può sembrare superficiale consigliare di considerare questo tempo come un’opportunità ma – se non si hanno situazioni strettamente difficili da gestire – è uno dei modi migliori di viverlo. Fate una lista delle cose che avete sempre voluto (o dovuto) fare e che continuate a rimandare e fatele, che si tratti dei lavoretti in casa o in giardino, cucinare un piatto nuovo, imparare a suonare uno strumento, leggere un libro lungo, telefonare a parenti lontani, ricominciare a fare cose che vi piacevano e che non fate più. Non spaventatevi troppo se pensate che non ci sia niente da fare: la noia, nei bambini come negli adulti, è un momento necessario per farci venire delle idee creative.

Qualche consiglio per chi è in isolamento da solo
È forse una delle condizioni più difficili da sopportare, sia per la mancanza di persone vicino sia per lo spazio probabilmente molto piccolo in cui si è costretti a muoversi. Cercate di costruire una routine e vivere una vita simile a quella che avevate fuori: non restate in pigiama, vestitevi bene, prendetevi cura di voi, non mangiate la prima cosa che trovate in frigo ma cucinate i pasti a orari regolari. Nelle situazioni di difficoltà aiuta sempre sentirsi utili agli altri: preoccupatevi voi stessi di come stanno gli altri e trovate un modo per insegnare qualcosa a qualcuno o farlo stare meglio.

Infine, voglio fare una breve sintesi dell’ultimo libro di Austin Kleon, un creativo che comunica usando parole e immagini (e ha anche un blog bellissimo):

Vivi un giorno alla volta.
“Nessuno di noi sa cosa accadrà. Non perdere tempo a preoccupartene. Fai la cosa più bella che puoi. Prova a farlo ogni giorno. Questo è tutto.” (Laurie Anderson)

Crea una (nuova) routine quotidiana.
Una routine quotidiana ti farà passare la giornata e ti aiuterà a sfruttarla al meglio. “Un programma ci protegge dal caos e dal capriccio”, scrive Annie Dillard. “È una rete per catturare giorni.” Quando non sai cosa fare dopo, la tua routine te lo dice.

Fai delle liste.
“Faccio liste per mantenere basso il mio livello di ansia. Se scrivo quindici cose da fare, perdo quel senso vago e assillante che ci sia un numero schiacciante di cose da fare, che sono tutte sull’orlo dell’oblio.” (Mary Roach)

Puoi svegliarti anche senza controllare le notizie.
Quasi mai c’è qualcosa di urgente da leggere nella prima ora del giorno. Se ti attacchi subito allo smartphone o al laptop al risveglio, stai immediatamente invitando l’ansia e il caos nella tua vita. Stai anche sacrificando alcuni dei momenti più potenzialmente fertili nella vita di una persona creativa.

La modalità aereo può essere uno stile di vita.
Non è necessario essere su un aereo per esercitarsi nella modalità aereo: mettiti alcuni tappi per le orecchie economici e imposta il telefono o il tablet in modalità aereo: puoi trasformare qualsiasi banale tragitto giornaliero o periodo di prigionia in un’opportunità per riconnetterti con te stesso e il tuo lavoro.

Coltiva la leggerezza. Gioca.
“Devi esercitarti a essere stupido, sconsiderato, vuoto. Dopo sarai in grado di FARE. . . Prova a fare qualche lavoro CATTIVO — il peggio che ti viene in mente e vedere cosa succede, ma soprattutto rilassati e lascia andare tutto all’inferno — non sei responsabile per il mondo — sei solo responsabile per il tuo lavoro — quindi fallo.” (Sol LeWitt a Eva Hesse)

In caso di dubbio, riordina.
La cosa migliore del riordinare è che mi dà da fare e mi rilassa la mente in modo che a) resti concentrato o provi a risolvere un nuovo problema nella mia testa, oppure b) incontri qualcosa nel caos che mi fa prendere nuove strade.

I pisolini sono un’arma segreta.
A me piace il “pisolino alla caffeina”: bevi una tazza di caffè o tè, sdraiati per quindici minuti e torna al lavoro quando la caffeina comincia a fare effetto.

Cosa ho pubblicato – Libri, racconti, ebook

In questa pagina trovate quello che ho pubblicato su carta e in formato digitale.


Nel non detto l'amore si consuma - Poesie di Paolo Musano

Questo ebook contiene la mia produzione poetica “giovanile”. È disponibile per il download gratuito sull’iBooks Store (qui lo trovate in PDF).


Social Singles by Collettivo Idra

“Social singles” è il primo romanzo collaborativo pubblicato con il Collettivo Idra. Tre coppie per tre storie d’amore nate sui social network. 


Tutto il resto è rasta by Collettivo Idra

Il secondo romanzo collaborativo pubblicato con il Collettivo Idra. Cinque amiche si riscoprono ragazze pronte a riscattare una vita all’insegna della routine. Matrimoni falliti e tradimenti: validi motivi per ricominciare. E un viaggio nuovo per tutte, in una Giamaica dai colori vibranti, a caccia di emozioni forti e follie d’amore.

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Slavoj Žižek e la pressione psicologica dell’isolamento

Il filosofo Slavoj Žižek, in un articolo pubblicato su Internazionale, confessa che gli piace l’idea di essere confinato nel suo appartamento con tutto il tempo a disposizione per leggere e lavorare. Ma ora, con la pandemia da coronavirus, è tutto diverso: prima l’isolamento era una scelta, adesso è un obbligo “senza possibilità di una negazione implicita”. Questo ha delle conseguenze psicologiche non indifferenti. Anche paradossali. Il suo amico Gabriel Tupinamba, uno psicoanalista lacaniano, racconta che le persone che già lavoravano da casa sono le più ansiose e le più esposte al rischio delle peggiori fantasie d’impotenza. Se non c’è stato un grande cambiamento nella nostra realtà quotidiana, aggiunge Žižek, il pericolo viene vissuto come una fantomatica fantasia senza precedenti e per questo ancora più potente.

Tuttavia Tupinamba dice: “È meno probabile che i medici in prima linea o le persone che lanciano iniziative di solidarietà vadano in paranoia.” Questo fa riflettere e dovrebbe incoraggiare qualcuno. Ma quelli di noi che non sono in grado d’impegnarsi in questo modo, dice Žižek, cosa possono fare per sopravvivere alla pressione psicologica che comporta vivere in un periodo di pandemia?

Il filosofo sloveno prova a dare una serie di consigli a tutti quelli che non riescono a sublimare quest’angoscia in attività utili.

Non è il momento di cercare una dimensione spirituale, di affrontare il profondo abisso della nostra esistenza.

Cerca di identificarti con il tuo sintomo, senza vergogna, il che, per semplificare, significa adottare tutti i piccoli rituali, le formule e i tic che stabilizzano la tua vita quotidiana. Tutto quello che potrebbe funzionare per evitare un crollo psicologico è consentito, perfino alcune forme di rifiuto.

Non fare progetti a lungo termine, pensa a oggi, a quello che farai fino all’ora di andare a letto.

Se funziona, fai come nel film “La vita è bella”: fingi che il confinamento sia solo un gioco a cui tu e la tua famiglia state partecipando con la prospettiva di vincere un premio.

A proposito di film (se hai tempo per vederli), arrenditi a tutti i tuoi piaceri proibiti: distopie catastrofiche, sitcom con le risate incorporate, podcast di YouTube sulle grandi battaglie del passato.

Anche se questo atteggiamento non risolve tutto, la cosa principale è strutturare la vita quotidiana in modo regolare.