Perché leggere Gianni Rodari (anche se sei un adulto)
Quando pensiamo a Gianni Rodari lo immaginiamo subito tra i bambini, in una classe, con la voce che racconta favole piene di rime e paradossi. La sua opera è stata scritta soprattutto per loro, è vero, ma limitarlo all’infanzia significa non cogliere il cuore del suo progetto.
Rodari è stato un maestro della fantasia e dell’immaginazione: non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti. Rileggerlo a distanza di anni è come scoprire che quei libri non sono mai davvero andati via: ci hanno semplicemente aspettato.
Un autore che non scriveva solo per i piccoli
Rodari (1920‑1980) fu maestro elementare, giornalista, scrittore, intellettuale, uomo del suo tempo eppure straordinariamente proiettato nel futuro.
Nel 1970 ricevette il premio Hans Christian Andersen, il Nobel della letteratura per ragazzi. Ma il suo valore non è confinato a quell’etichetta: i suoi libri – da Favole al telefono a Il libro degli errori, da Le avventure di Cipollino alla Grammatica della fantasia – parlano a chiunque sappia ancora meravigliarsi, interrogarsi, lasciarsi sorprendere. Leggerlo oggi significa riconoscere che, dietro alla leggerezza delle sue parole, si cela un pensiero che continua a parlarci con forza.
Rodari non infantilizzava i bambini. Li considerava persone a pieno titolo, capaci di pensiero critico e immaginazione. Con lo stesso rispetto possiamo leggerlo anche noi adulti. Nei suoi libri troviamo la convinzione che l’intelligenza non vada mai sottovalutata, che ogni mente sia fertile e degna di essere coltivata, qualunque sia l’età del lettore.
Cosa ci regala Rodari da adulti
Linguaggio e creatività
Aprire un suo libro significa allenarsi a guardare le cose da un altro punto di vista. Nella Grammatica della fantasia troviamo esercizi di creatività, giochi con le parole, inviti a rompere le abitudini mentali. Non c’è età per averne bisogno: chi lavora, chi insegna, chi si occupa di problemi quotidiani sa quanto sia facile restare intrappolati nelle stesse formule.
Rodari ci ricorda che si può pensare in modo diverso, che non esiste un solo modo per affrontare un problema o immaginare una soluzione.
La sua scrittura è semplice ma non banale. Una filastrocca che fa ridere un bambino può, per un adulto, diventare una piccola parabola etica. Prendiamo C’era due volte il barone Lamberto: un romanzo che sembra un gioco, ma che in realtà parla di memoria, identità e trasformazione. Oppure Il libro dei perché, dove domande apparentemente ingenue aprono a riflessioni che non smettono di interpellarci. Rodari ci invita a non smettere di farci domande, proprio quando pensiamo di avere già tutte le risposte. Ci provoca con la forza della semplicità, che è la più difficile da conquistare.
Leggere Rodari ad alta voce significa scoprire la musica nascosta nelle parole. In un’epoca dominata da messaggi veloci e frasi spezzate, ritrovare il gusto del ritmo, delle rime, dei giochi sonori è un balsamo per la mente. È letteratura che si ascolta e ci riporta all’essenza della parola come canto, come memoria collettiva che si trasmette di voce in voce.
Valori ed etica
In molte delle sue storie troviamo il senso della giustizia, la critica alle disuguaglianze, l’elogio della solidarietà. Non è moralismo: è la capacità di rendere evidenti, attraverso il gioco narrativo, le contraddizioni del mondo. Quando leggiamo Le avventure di Cipollino, dietro i personaggi di frutta e verdura riconosciamo i rapporti di potere, le ingiustizie e i soprusi che appartengono alla nostra storia e che, purtroppo, non sono scomparsi. Da adulti possiamo ritrovare in queste pagine non solo nostalgia, ma anche stimolo a guardare la realtà con più lucidità.
Rodari è anche un ponte. Se abbiamo figli o nipoti, le sue storie diventano terreno comune: possiamo leggerle insieme, scoprendo che funzionano a più livelli. Ma anche senza bambini attorno, riscoprirlo significa dialogare con il bambino che siamo stati, senza cadere nel sentimentalismo. Ci offre la possibilità di conciliare memoria e presente, di scoprire che non abbiamo mai smesso di aver bisogno di fiabe, solo che ora le leggiamo con occhi diversi.
Da quali libri cominciare
Chi vuole avvicinarsi oggi a Rodari può scegliere diversi percorsi.
La Grammatica della fantasia è un saggio unico: un manuale di invenzione poetica che parla direttamente a chi scrive, insegna o semplicemente vuole pensare in modo creativo. È un libro che sembra scritto per insegnanti e genitori, ma che in realtà può aiutare chiunque a recuperare il piacere dell’invenzione.
C’era due volte il barone Lamberto è un romanzo breve e folgorante, dove l’umorismo convive con riflessioni profonde sulla vita, sull’età e sulla memoria che ci tiene vivi.
Il libro degli errori ricorda che sbagliare non è una tragedia, ma occasione di crescita, e forse oggi più che mai dovremmo abituarci a vedere i nostri errori come possibilità.
Le avventure di Cipollino resta una fiaba politica e poetica insieme, attuale non solo per i bambini, ma anche per chi vuole riflettere sul potere e sulla resistenza.
Un altro titolo da riscoprire è Favole al telefono, una raccolta che nasce da un’idea geniale: storie brevissime raccontate da un padre alla figlia ogni sera, al telefono, durante i suoi viaggi di lavoro. Sono racconti rapidi, divertenti, a volte surreali, che contengono un universo di immaginazione. Per un adulto sono anche un invito a ritrovare il tempo del racconto, a capire quanto basti poco per creare un momento di meraviglia.
Una lezione ancora necessaria
Basta pensare alle sfide di oggi: in una scuola oberata da programmi rigidi, in un mondo digitale dove i social semplificano e distorcono le parole o in un ambiente di lavoro che premia la produttività più della creatività, il messaggio di Rodari suona sorprendentemente attuale.
Si potrebbe obiettare che la sua lingua sia troppo semplice, che certi riferimenti appartengano a un altro tempo, che il suo entusiasmo per la fantasia sia un po’ ingenuo. Ma è proprio questa semplicità ad aprire passaggi universali ed è proprio questo idealismo a renderlo ancora prezioso. In un’epoca che corre veloce, rileggere Rodari è un atto di resistenza: significa rimettere al centro l’immaginazione, la capacità critica, il piacere del linguaggio. È come se le sue pagine ci dicessero che non c’è progresso senza fantasia, che senza la capacità di immaginare non possiamo nemmeno costruire un futuro migliore.
Rileggere Rodari significa anche accettare di lasciarsi spiazzare. Le sue storie non vogliono dare tutte le risposte, ma aprire domande. Non vogliono chiudere un significato, ma moltiplicarne i possibili. È un approccio che per gli adulti può essere liberatorio, soprattutto in un tempo in cui si cerca spesso la certezza, la spiegazione rapida, la soluzione immediata. Rodari ci ricorda che la vita è fatta di complessità e che a volte il miglior modo per affrontarla è con l’umorismo e con la leggerezza.
(Ultima modifica: 14 Settembre 2025)