40 cose che ho imparato prima del mio quarantesimo compleanno

Oggi è il mio compleanno. Non l’ho mai vissuto con grande entusiasmo, forse perché ho indelebili ricordi di penose feste di compleanno nerd in cui mi sentivo inevitabilmente fuori posto. Anche adesso che sono adulto, il sentimento dominante è una nostalgia shakesperiana, vale a dire uno strano rimpianto per qualcosa che non è mai accaduto. Forse sono i desideri sospesi che non vogliamo lasciare andare perché siamo convinti che, insistendo e lavorandoci un altro po’, potranno realizzarsi e diventare qualcosa di concreto.

Comunque, ho 30 40 anni ed è strano perché, in parte, mi sento ancora un adolescente. Posso dire di aver sbattuto parecchie volte la testa e di avere molti lividi, ma credo che, unendo i puntini come dice Steve Jobs nel suo splendido discorso di Stanford, la direzione della mia vita adesso è molto più chiara rispetto al passato.

Ho deciso di fare come gli anglosassoni e di buttare giù questo listicle alla BuzzFeed con le 40 lezioni di vita che ho imparato finora. Per la cronaca, riciclerò questo post ogni anno, aggiungendo alla fine una perla di saggezza per pareggiare i conti. 🙂

1) Il bambino della foto, assolutamente, non lo devo deludere. Già, il bimbo qui sopra sono io a casa dei miei nonni e questa cosa ricorda molto quello che dice Xavier alla fine de L’appartamento spagnolo.

2) Mai avere fretta di crescere. I grandi, spesso, non sono così liberi come vogliono far credere né sanno davvero quello che fanno.

3) Le piccole cose, non c’è niente di più grande. È una citazione di Vanilla sky di Cameron Crowe. Andiamo alla ricerca di chissà quali mirabolanti avventure e pensiamo sempre sia la cosa migliore da fare. Ma sono le cose semplici quelle più autentiche, quelle che ci fanno stare meglio. Come il sorriso di una ragazza o di un bimbo quando camminiamo per strada. La cosa paradossale è che ciò che è più prezioso ci sembra quasi banale, quando siamo miopi e inconsapevoli.

4) Bisogna essere grati, ma non accontentarsi. È giusto e necessario essere consapevoli di quanto siamo fortunati ad essere vivi e ad avere tutto quello che abbiamo nella nostra vita. Nulla è scontato. Ma non bisogna accontentarsi, perché accontentarsi, spesso, significa rinunciare a quello che potrebbe renderci pienamente noi stessi. E la felicità può essere un passo più in là di dove abbiamo deciso di fermarci .

5) Nei sogni cominciano le responsabilità. È il titolo di un libro di uno scrittore americano che si chiama Delmore Schwartz. L’ho scoperto per caso ascoltando Achtung Baby degli U2 (è citato da Bono nell’ultima traccia del disco, “Acrobat”). Se abbiamo un sogno, se pensiamo sia la cosa giusta per noi, dobbiamo fare di tutto per realizzarlo. È questa la responsabilità che deve guidare come un faro la nostra vita, è questo il modo migliore di onorare la nostra presenza su questo pianeta.

6) Noi siamo responsabili al 100 % della nostra vita. Non serve a nulla dare la colpa agli altri o al posto in cui siamo cresciuti, se le cose non vanno bene. Soprattutto non abbiamo scuse se abbiamo sempre assecondato i desideri e le aspettative degli altri, e non i nostri. A chi ha giovato? Davvero. Mettetevi in testa una volta per tutte che potete riprendere il controllo della vostra vita quando volete. Potete darle la forma che preferite, ma dovete essere consapevoli dei vostri pensieri e delle vostre azioni. Tutto qui. E il resto verrà di conseguenza. Fidatevi.

7) Meditare seduti immobili, nella posizione del Loto, non è stupido come sembra. La meditazione è una delle abitudini più salutari a cui possiate dedicarvi. Non serve studiare il Buddhismo o imparare a memoria chissà quali sutra o mantra. È sufficiente dedicare cinque o dieci minuti al giorno, in una posizione comoda, all’osservazione distaccata dei propri pensieri o del proprio respiro. Più la praticate e più vi sentirete meglio, psicologicamente e fisicamente. Soprattutto imparerete ad essere più consapevoli e, quindi, più responsabili della vostra vita.

8) Il momento presente, il QUI e ORA, è l’unica cosa che conta. Anche questa è una lezione delle religioni orientali. Non facciamoci intrappolare dai rimpianti del passato e dalle ansie del futuro. Solo quello che stiamo vivendo in questo momento è REALE . E solo pensando e agendo ADESSO possiamo avere un ruolo nel nostro destino.

9) Dobbiamo fare tutto il possibile, sapendo che è perfettamente inutile. Lo diceva un grande scrittore emiliano, Pier Vittorio Tondelli. Sembra pessimismo, questo, ma credo che sia tutto l’opposto. La nostra vita è una meteora nell’universo. Quello che facciamo nella nostra esistenza cambia tutto l’ordine cosmico? Non credo. Eppure vale comunque la pena impegnarsi a essere felici e a riempire di senso la nostra vita, proprio per il fatto che il tempo che ci è concesso è limitato e il più delle volte non abbiamo una seconda occasione. Allora perché non vivere pienamente, perché non bruciare, invece di aspettare che le cose accadano?

10) È più importante essere felici, che avere ragione. A mio avviso si tratta della più grande lezione di Wayne Dyer, uno psicologo americano. Quanto tempo perdiamo a cercare di imporre il nostro punto di vista, pensando che sia giusto dire al mondo a tutti i costi quando abbiamo ragione? Quante volte questo si traduce in qualcosa di produttivo e quante volte invece diventa solamente stress e negatività? Per la nostra salute fisica e mentale, dobbiamo imparare a svincolarci dal nostro narcisismo. Le religioni orientali insegnano che l’Ego è qualcosa di ingombrante, che va ridimensionato. Gran parte della sofferenza che proviamo deriva da una sopravvalutazione della nostra importanza.

11) Rispetta prima te stesso, poi gli altri. Per usare una battuta, condivido quelli che dicono che prima di essere altruisti, bisogna essere egoisti. Come si può essere importanti per gli altri, se viviamo nell’inquietudine e non siamo sereni? C’è molta gente che, irresponsabilmente, per paura della solitudine, lo fa, con risultati spesso disastrosi e drammatici. Ma è indubbio che se non siamo in pace con noi stessi, qualsiasi relazione ne risulterà compromessa e si costruirà in maniera distorta. Attenzione, però: rispettare se stessi non significa alimentare il nostro Ego, ma essere consapevoli del valore e dell’energia delle nostre relazioni. Detto in soldoni, se un amore, un’amicizia o qualsiasi forma di relazione ci fa stare male, ci indebolisce, è distruttiva per noi e per gli altri, merita di essere abbandonata, troncata di netto. Senza rimpianti. Lo dobbiamo prima di tutto a noi stessi.

12) Sei meglio di quello che pensi. Ci sono momenti in cui, nonostante l’impegno e il sacrificio, non ci sentiamo all’altezza. Non siamo soddisfatti dei risultati del nostro lavoro. Succede perché ci confrontiamo troppo spesso. Diamo troppo peso alle performance. Ma ogni tanto dobbiamo uscire dalla cornice. Siamo noi che decidiamo il nostro valore. E se sappiamo di aver fatto il nostro dovere, non c’è nulla che possiamo rimproverarci. L’autostima è sacra, anche se l’Ego non è fondamentale. Avere autostima significa essere consapevoli dei nostri pregi e dei nostri difetti. Dobbiamo valorizzare al massimo i nostri punti di forza e cercare di limitare o risolvere le nostre debolezze. Questo anche se aspiriamo a relazioni di valore: se non siamo i primi a credere in noi stessi, come possiamo illuderci che qualcun altro possa farlo al posto nostro?

13) Non strafare. Capita che ce la mettiamo tutta, ma siamo convinti che non sia abbastanza. Allora tendiamo a esagerare, a chiedere troppo da noi stessi, con effetti controproducenti e con il rischio di ammalarci per le conseguenze dello stress. È giusto essere motivati e avere degli obiettivi, ma non dobbiamo essere troppo severi con noi stessi, soprattutto se dentro di noi sappiamo che non potevamo fare di più. Dopo una dura sessione di lavoro, rallenta, prenditi una pausa, rilassati (meglio se all’aperto, nel verde) o fai qualcosa di divertente o che ami particolarmente.

14) Non è mai troppo tardi. Chiunque, a cominciare dall’Ecclesiaste della Bibbia, ci dice che c’è un tempo per ogni cosa e questo tempo è limitato. Balle. Tutte scuse. Non è mai troppo tardi per cominciare a fare qualcosa che ci piace o che una vocina dentro ci dice che è giusto. Non è mai troppo tardi per dire a quella persona che è importante per noi, per innamorarsi, per imparare una nuova lingua, per imparare a suonare uno strumento, per mettersi in forma e cominciare a fare sport, per mettersi a scrivere, per cominciare a dipingere, per viaggiare. Non è mai troppo tardi per cambiare vita.

15) Alcune cose, col tempo, migliorano. Invecchiare ha i suoi lati positivi. Se si è coltivata la giusta dose di consapevolezza, già verso la trentina saremo diventati almeno un pochino saggi. Ad esempio, in parte potremmo trovare il significato della sofferenza (ebbene sì, alcune cose le si imparano solo in questo modo) o capire, ironicamente, che quella che a suo tempo ci sembrò una grande tragedia si è rivelata alla fine una delle nostre più grandi fortune (rifletti sul secondo paragrafo, all’inizio di questo post, e sull’unire i puntini di Steve Jobs). Personalmente, mi piaccio (e piaccio) più adesso che a vent’anni.

16) Ridere insieme è una delle cose più belle. Lo è quando si è soli e guardiamo un film comico. Ma quando ridiamo assieme alla persona che amiamo o a un caro amico, succede qualcosa di magico. Improvvisamente diventiamo consapevoli di una connessione profonda e la bellezza e l’ordine dell’universo ci appaiono in tutta la loro chiarezza.

17) Sono veramente poche le cose di cui hai davvero bisogno. Quindi elimina il superfluo. Starai molto meglio, soprattutto dal punto di vista mentale. Non cedere al consumismo. E sii consapevole che ad aziende che producono gadget straordinari come la Apple, in ultima analisi, interessa solo vendere, non il benessere dell’umanità.

18) Farsi la barba è una rottura di palle. Anche se da bambini non vediamo l’ora di armeggiare con rasoi, schiume da barba e dopobarba. Persino Kevin di Mamma ho perso l’aereo lo capisce in maniera drammatica.

19) Non esiste il momento perfetto. O la situazione ideale. Sono soltanto scuse per rimandare e giustificare la nostra pigrizia o la nostra paura. Se devi fare qualcosa, falla subito, non procrastinare. E se hai una pila di pratiche o faccende in sospeso e non sai da dove cominciare, comincia a farne una e vai avanti così, una cosa per volta. È questo il trucchetto, il più delle volte: non pensarci e cominciare a smuovere il mucchio. Ricorda che se c’è qualcosa che desideri cambiare, il momento migliore è adesso. Anche se vuoi dire alla ragazza che frequenti quanto ti piace, è il caso di farlo subito. La prossima volta potrebbe già aver cambiato idea nei tuoi riguardi.

20) Fare sport o palestra è un toccasana mentale, oltre che fisico. Mens sana in corpore sano, diceva Giovenale, e aveva ragione. Avere un corpo allenato e in forma ci fa invecchiare molto più lentamente, aumenta l’autostima e ci fa sentire più sicuri e disinvolti. Inoltre, i neuroscienziati hanno dimostrato che il cervello in un corpo sano funziona meglio (perché il metabolismo dell’ossigeno è più efficiente), ha prestazioni superiori, apprende e ricorda meglio.

21) Trova il tuo equilibrio. Avere un equilibrio tra tutti gli aspetti della propria vita è fondamentale. Non si prescinde. Dobbiamo assumere tanti ruoli diversi e, non di rado, capita che il nostro Io vada in corto circuito. Ci vogliono tanta disciplina e flessibilità. Possiamo semplificarci la vita se eliminiamo il superfluo (vedi punto 16), tutte quelle cazzate che non portano a nulla e ci fanno solo perdere tempo. Se saremo bravi, riusciremo  a gestire il rompicapo delle nostre tante maschere, incastrando senza sacrifici il lavoro, la famiglia, la fidanzata, gli amici e il tempo per noi. Lo so, non è facile: il nostro personale cubo di Rubik muta in continuazione, ma dobbiamo costringerci a stargli dietro.

22) Sii socievole, ma selettivo. Bisogna dare a tutti l’occasione di farsi conoscere. Dietro una facciata da stronza o un aspetto insignificante ci potrebbe essere una persona meravigliosa. Tuttavia, se, dopo il tempo che ci siamo concessi, ci rendiamo conto che con quella persona non leghiamo, non andiamo d’accordo o non abbiamo nulla in comune, non serve a nulla e a nessuno continuare a frequentarsi. E lasciate perdere le amicizie di convenienza: la mancanza di sincerità ci mette poco a farsi smascherare.

23) Frequenta gli “angeli”, evita i “vampiri”. No, questa deriva esoterica non è colpa di Twilight. Quando parlo di “angeli” mi riferisco alle persone che, in poco tempo, con la loro semplice presenza e le loro parole, ci fanno sentire carichi, allegri, entusiasti ed ottimisti. I “vampiri”, invece, sono quelli che ci sottraggono energia. Un’ora con loro è sufficiente per sentirsi svuotati, stanchi, tristi. A tutti sarà capitato di incontrarli. Non c’è bisogno che vi dica io perché anche in questo caso convenga essere selettivi.

24) Guarda meno televisione. Una partita o un film visti con gli amici vanno bene. Ma il resto risparmiatelo. Soprattutto i telegiornali, che sono diventati il nostro metadone quotidiano di populismo, angoscia e volgarità. Se proprio vuoi informarti, fallo in maniera selettiva, su internet. Il tempo che risparmi, utilizzalo per: uscire più spesso, fare più sport, fare più sesso con la tua ragazza, leggere più libri, ascoltare più musica, ecc. Ci siamo capiti?

25) Non puoi tornare indietro nel tempo. Anche se inventeranno la macchina del tempo di Ritorno al Futuro, non è detto che utilizzarla sarà la cosa migliore. Il passato è passato. Mettiti l’anima in pace una volta per tutte e archivia gli episodi spiacevoli in un piccolo cassetto della tua memoria, cercando di trovarci un senso. Perché un senso, anche se adesso non lo vedi, sicuramente c’è. Ricorda, ancora una volta, la storia dei puntini di cui parla Steve Jobs (vedi l’introduzione a questo post). Poiché tutto è collegato, sistemare chirurgicamente il nostro passato, anche se fosse possibile, sconvolgerebbe tutto il resto, comprese le cose belle che sicuramente avremo parimenti vissuto. Quindi, invece di farti intrappolare da cose che ormai non possono essere cambiate, focalizzati sul presente e cerca di cambiare ADESSO quello che non ti piace nella tua vita. In futuro penserai ai momenti nulli della tua vita e riderai, perché non ti rappresenteranno più.

26) Impara a fallire. Errare humanum est, dicevano i latini. Tutti commettono errori, tutti fanno delle cazzate. Anzi, negli Stati Uniti, quella che in Italia è vissuta come una colpa, quasi con vergogna, è considerata una dote: nella Silicon Valley lo spessore di un imprenditore è dato anche dalla sua capacità di fallire, di sopportare una crisi, di essere resiliente. Quindi, non essere duro con te stesso (vedi il punto 11), continua a provare e a sbagliare. È l’unico modo per diventare migliori.

27) Non preoccuparti di quello che pensano gli altri. Qualsiasi cosa decidiamo di fare, anche armati delle migliori intenzioni, staremo sempre sulle palle a qualcuno. Il mondo è bello perché è vario. Totò non fa sbellicare tutti dalla risate. Brad Pitt non fa svenire tutte le ragazze. Quindi, se senti che quello che stai facendo è giusto, vai avanti come un treno e non dare troppo peso al giudizio degli altri. Impara a gestire gli invidiosi e i troll.

28) Essere genitore è più difficile di quello che pensi. Ce ne renderemo conto quando avremo dei figli a nostra volta. Lo stesso succederà a me. Il motivo è che non è facile fare la cosa giusta, né è facile distinguere la cosa migliore per un figlio e la cosa migliore per un genitore.

29) Leggere un libro non è mai tempo perso. Quand’ero adolescente ero molto più nerd di adesso e mi dividevo tra i videogame e i libri. Ho letto un mucchio di libri. Migliaia di libri. In seguito mi sono chiesto se ne fosse valsa la pena, se sarebbe stato meglio dedicare quel tempo a fare più cazzate con gli amici o a esplorare meglio l’anatomia umana con una ragazza. Adesso posso dire che ne è valsa la pena. Ne vale sempre la pena. In un paio di occasioni posso dire che un libro, addirittura, mi ha salvato la vita. Mi ha permesso di trovare una via e un senso, quando li avevo smarriti drammaticamente. Un buon libro ti apre orizzonti di possibilità inimmaginabili, ti fornisce le risposte che cerchi, ti ricorda che puoi essere libero, se lo vuoi.

30) Trova dei maestri e lasciati ispirare da loro. Non devono avere per forza l’aspetto di GandalfLeonardo Da Vinci o Steve Jobs. Possono essere anche un amico o un’amica del cuore particolarmente saggi e disponibili all’ascolto. Oppure possono essere gli autori di libri illuminanti, che ci cambiano la vita (vedi il punto precedente).

31) Non aver paura di copiare dai migliori. In Programmazione Neuro-Linguistica si chiama modellamento. Lo fanno praticamente tutti, anche quelli che adesso sono riconosciuti come maestri e sono copiati a loro volta. Riproduci i comportamenti più efficaci, adattali alla tua personalità e, se possibile, cerca di fare meglio.

32) Non aver paura di chiedere aiuto. Tutti attraversiamo dei momenti difficili, prima o poi. Ma, a volte, la drammaticità di alcuni eventi ci rende molto arduo superarli da soli. Allora dobbiamo farci aiutare da qualche amico o da una persona cara. Non c’è niente di sbagliato. È una cosa umana e assolutamente naturale. Keith Ferrazzi, un formatore e divulgatore americano di grande successo, ci ha scritto un libro: Amici di salvataggio.

33) Non aver paura di mostrare il tuo lato sensibile. Ci sono ragazzi che hanno paura di piangere davanti alle ragazze, perché non lo considerano virile. Sbagliano. Ho la prova che anzi le ragazze apprezzano molto la sensibilità maschile, se si accompagna ad altre virtù maschili (altrimenti si desta qualche sospetto). Se si ostentano solo i muscoli e una mascolinità granitica si rischia solo di fare la figura dei pupazzi. La tenerezza è sexy.

34) Quello che dai, ricevi. Do ut des. Più o meno l’uomo lo sa dai tempi della preistoria. È il corollario della legge del karma induista. È la volgarizzazione del rapporto di causa-effetto della fisica newtoniana. Qualcosa di molto semplice, dunque, ma che tendiamo a dimenticare in fretta. Siete liberi di non crederci, ma, se fate gli stronzi, poi non lamentatevi se le cose vi vanno male e i vostri amici non sono sinceri.

35) Impariamo a desiderare quello che vediamo. Non è proprio semplicissimo da capire, ma il nostro sistema percettivo condiziona pesantemente il nostro cervello e la nostra concezione della realtà. Pensate a Matrix. Se cominciamo a smettere di uscire di casa, passano i mesi, poi smettiamo di uscire dalla nostra stanza (come succede agli hikikomori giapponesi), poi passano altri mesi, non solo diventeremo depressi o ci verrà qualche sindrome psichiatrica, ma a tutti gli effetti il nostro universo diventerà la nostra stanza. Tutto quello che è fuori da questa stanza, smetterà di esistere per noi. È una condizione simile a quella di un carcerato costretto a vivere per molti anni nella stessa cella. Ebbene, tutto questo per dire che dobbiamo essere estremamente consapevoli di quello a cui scegliamo di dedicare un’attenzione particolare. Perché si rifletterà in tutto il resto della nostra vita.

36) Diventa il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Ok, questa frase è stata erroneamente attribuita a Gandhi, ma è comunque un’ottima filosofia di vita. Lamentarsi non serve a nulla. È solo uno spreco di energia. Se vuoi generare un cambiamento di ampia portata, comincia a fare il testimonial di un’idea. Sii il primo esempio di come le cose possono essere fatte meglio o diversamente. Se sei animato dalla giusta dose di entusiasmo, troverai degli altri compagni di viaggio che ti seguiranno.

37) Se non sei sicuro, comportati come se lo fossi. Col tempo, con le prove ed errori e con l’esperienza, il tuo cervello e gli altri si convinceranno davvero della tua sicurezza. Per citare l’impiegato della copisteria di Jerry Maguire: «È così che si diventa grandi, amico, con le palle appese ad un filo.»

38) Gli spiriti affini, o le anime gemelle, prima o poi si incontreranno. È una legge di attrazione. Non dovete disperarvi. Dovete avere pazienza. Ma dovete anche aiutare il destino: se state tutto il tempo chiusi nella vostra camera difficilmente le cose si metteranno in moto. E, una volta che vi siete incontrati, passate dei bei momenti e create insieme qualcosa di grande.

39) Soltanto le palle da bowling seguono una linea retta. Questo per dire che molto raramente la nostra vita assomiglia a un’autostrada senza curve. Ci sono corsi e ricorsi che non devono spaventarci e farci pensare all’Eterno Ritorno dell’Uguale di Nietzsche. A volte dobbiamo fare dei giri immensi, salite mitologiche oppure passare più di una volta per lo stesso luogo per evolverci, abbracciare una comprensione che ci era sfuggita e andare incontro al nostro destino.

40) Crescendo, diventa sempre più complicato capire quando sostituire il principio di piacere al principio di realtà, cioè sapere se dobbiamo fare una cosa perché ci fa stare bene o perché aumenta le probabilità che ci succeda qualcos’altro. Tutto il contrario di quello che pensava Sigmund Freud. Dove finisce la responsabilità nei confronti di noi stessi e comincia quella nei confronti degli altri? Ancora non lo so.

Collezionista di papiri accademici, sono un geek eclettico con una formazione umanistica e una grande passione per la tecnologia e l'IA. Coltivo la radice spirituale dell'essere digitale.
 
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