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Il Towel Day: Un tributo cosmico a Douglas Adams

Ogni 25 maggio, milioni di fan in tutto il mondo compiono un gesto apparentemente bizzarro, ma profondamente significativo: portano con sé un asciugamano. Non si tratta di una stravaganza collettiva, bensì del Towel Day, una celebrazione spontanea nata per onorare la memoria e l’opera di Douglas Adams, l’autore britannico che ha rivoluzionato la fantascienza e l’umorismo contemporaneo.

Il Towel Day nacque nel 2001, appena due settimane dopo la prematura scomparsa di Douglas Adams, morto a soli 49 anni per un infarto l’11 maggio 2001. I fan, devastati dalla perdita del loro autore preferito, cercarono un modo per commemorarlo che fosse all’altezza del suo genio surreale. La scelta dell’asciugamano non fu casuale: questo umile oggetto domestico rappresenta uno degli elementi più iconici e filosoficamente profondi della Guida galattica per gli autostoppisti“.

La data del 25 maggio fu scelta simbolicamente come “giornata dell’asciugamano” e rapidamente si diffuse attraverso internet, forum e comunità di fan, diventando un fenomeno globale che continua a crescere di anno in anno.

Nella Guida galattica, Adams dedica un intero passaggio all’importanza dell’asciugamano per ogni viaggiatore spaziale che si rispetti:

“Un asciugamano è l’oggetto di maggiore utilità pratica che possa possedere un autostoppista galattico. In parte ha un grande valore pratico: ci si può avvolgere per riscaldarsi mentre si attraversano le lune fredde di Jaglan Beta; ci si può sdraiare sopra sulle spiagge scintillanti dei mari di marmo di Santraginus V; lo si può usare come vela di una mini zattera mentre si naviga lungo il lento fiume Falena; e naturalmente lo si può usare per asciugarsi se dovesse ancora risultare abbastanza pulito.”

Ma l’asciugamano è molto più di un semplice oggetto pratico: è un simbolo di preparazione, adattabilità e fiducia in se stessi. Adams suggerisce che qualsiasi essere senziente in grado di sapere dove si trova il proprio asciugamano è chiaramente una persona organizzata, padrona delle situazioni e, quindi, automaticamente si presume che abbia anche spazzolino da denti, sapone, biscotti, borraccia, bussola, mappa, spago, repellente per zanzare, impermeabile, tuta spaziale, ecc..

Douglas Adams: L’architetto dell’assurdo intelligente

Per comprendere appieno il significato del Towel Day, è essenziale conoscere l’uomo dietro questa celebrazione. Douglas Noël Adams non era solo uno scrittore: era un pensatore radicale che utilizzava l’umorismo come strumento per esplorare i grandi interrogativi dell’esistenza.

Nato a Cambridge, Adams iniziò la sua carriera scrivendo per la BBC, contribuendo a programmi come “Monty Python’s Flying Circus” e “The Goodies”. Ma fu con “The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy” – inizialmente una serie radiofonica della BBC nel 1978 – che trovò la sua voce unica, mescolando fantascienza, filosofia e un umorismo tipicamente britannico che oscillava tra l’assurdo e il profondo.

La serie della Guida galattica, che comprende cinque romanzi, ha venduto oltre 15 milioni di copie in tutto il mondo ed è stata tradotta in più di 30 lingue. Adams ha creato un universo in cui l’assurdità dell’esistenza viene esplorata attraverso personaggi indimenticabili come Arthur Dent (l’uomo comune catapultato nello spazio), Ford Prefect (l’alieno che si spaccia per attore disoccupato), Zaphod Beeblebrox (il presidente della galassia con due teste) e Marvin (il robot paranoico-depressivo).

Ciò che rende Adams un autore così influente non è solo la sua capacità di far ridere, ma la profondità filosofica nascosta dietro l’apparente nonsense. I suoi libri affrontano temi universali:

  • L’insignificanza cosmica dell’umanità: La Terra viene distrutta per far posto a una superstrada iperspaziale senza preavviso, riflettendo quanto siamo piccoli e irrilevanti nell’universo.
  • La ricerca di significato: La famosa risposta “42” alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, è una brillante satira dei nostri tentativi di trovare risposte definitive a domande indefinibili.
  • La critica alla burocrazia e all’assurdità sociale: I Vogon, con la loro passione per la burocrazia e la poesia terribile, rappresentano una satira feroce della mentalità burocratica.
  • L’importanza dell’adattabilità: In un universo caotico e imprevedibile, la capacità di adattarsi (simboleggiata dall’asciugamano) diventa la qualità più preziosa.

Come celebrare il Towel Day

Il Towel Day non ha regole rigide – in perfetto stile adamsiano. L’unico “requisito” è portare con sé un asciugamano per tutta la giornata. Alcuni fan lo tengono in borsa, altri lo avvolgono al collo come una sciarpa, altri ancora lo espongono orgogliosamente sulla scrivania dell’ufficio.

Le celebrazioni possono includere:

  • Rilettura collettiva: Molti fan si riuniscono per leggere insieme brani della Guida galattica, spesso iniziando con le immortali parole “Don’t Panic”.
  • Eventi a tema: Librerie, biblioteche e centri culturali organizzano conferenze, letture e dibattiti sull’opera di Adams.
  • Creazioni artistiche: Fan art, costumi, e persino asciugamani personalizzati con citazioni memorabili.
  • Atti di gentilezza casuale: Alcuni celebrano offrendo asciugamani a sconosciuti, spiegando il significato del gesto e introducendo nuove persone all’universo adamsiano.

Oltre alla Guida galattica, Adams ha scritto la serie “Dirk Gently” (detective olistico), ha contribuito alla serie televisiva “Doctor Who” e ha co-scritto “Last Chance to See”, un libro di viaggio che documenta specie animali in via di estinzione. Era anche un appassionato ambientalista e tecnofilo, prevedendo molti sviluppi dell’era digitale.

Il suo approccio alla scrittura – che lui stesso descriveva come “tortuoso” – rifletteva la sua personalità: era famoso per le sue scadenze mancate e per la frase “I love deadlines. I love the whooshing noise they make as they go by” (Amo le scadenze. Amo il suono che fanno quando passano oltre).

In un’epoca di divisioni politiche e incertezze globali, il Towel Day rappresenta qualcosa di profondamente necessario: un momento di condivisione basato sull’umorismo intelligente e sulla comune umanità. Adams ci ha insegnato che di fronte all’assurdità dell’esistenza, le opzioni migliori sono ridere, rimanere curiosi e, soprattutto, non farsi prendere dal panico.

Il messaggio di Adams risuona ancora oggi: in un universo vasto e spesso incomprensibile, l’importante non è avere tutte le risposte, ma mantenere il senso dell’umorismo, l’apertura mentale e – naturalmente – sapere sempre dove si trova il proprio asciugamano.

Il 25 maggio, quindi, non è solo una commemorazione di un autore amato, ma una celebrazione dell’intelligenza, dell’umorismo e della capacità umana di trovare significato e connessione anche nelle circostanze più assurde.

Lo squillo dello spaziotempo

Il grande Albert Einstein continua ad avere ragione. Sempre più ragione. Anche a distanza di 101 anni (la sua Teoria della Relatività Generale è del 1915, quindi l’anno scorso ricorreva il centenario della sua formulazione: vi consiglio di procurarvi il numero speciale de Le Scienze di Novembre 2015, dedicato proprio al grande fisico tedesco).

L’annuncio è stato fatto solo ieri, ma il 14 settembre 2015 due osservatori hanno intercettato delle onde gravitazionali, confermando la predizione fatta dalla Teoria della Relatività Generale di Albert Einstein nel 1915.

Le onde si sono prodotte quando due buchi neri si sono fusi, generando un singolo, massiccio buco nero circa 1,3 miliardi di anni fa.

Secondo la relatività generale, una coppia di buchi neri che ruota su se stessa perderà energia attraverso l’emissione di onde gravitazionali, che tenderà ad aumentare fino alla collisione finale. Quest’ultima, in una frazione di secondo, a quasi metà della velocità della luce, formerà un buco nero massiccio, convertendo una parte della massa dei buchi neri di partenza in energia, proprio come dice la formula di Einstein E=mc². Questa energia viene emessa come una forte esplosione finale di onde gravitazionali. Sono proprio queste ultime che i rilevatori del Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO) hanno osservato.

La nuova scoperta del LIGO è la prima osservazione delle onde gravitazionali, ottenuta misurando le minuscole interferenze che le onde provocano nello spaziotempo passando attraverso la Terra.

La ricerca del LIGO è stata portata avanti dal LIGO Scientific Collaboration (LSC), un gruppo di più di 1.000 scienziati provenienti dalle università degli Stati Uniti e di altri 14 Paesi (tra cui l’Italia: anche l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, la mia università, ha avuto un ruolo non secondario). Più di 90 università e istituti di ricerca sono stati coinvolti nello sviluppo della tecnologia del LSC e nell’analisi dei dati.

Kip Thorne, professore emerito di fisica teorica del Caltech (e consulente scientifico di Interstellar” di Christopher Nolan), ha dichiarato:

Con questa scoperta, gli esseri umani si stanno imbarcando in una meravigliosa nuova missione: il tentativo di esplorare il lato curvo dell’universo – oggetti e fenomeni che sono creati dallo spaziotempo curvo. La collissione di buchi neri e le onde gravitazionali sono i nostri primi bellissimi esempi.

Questa importante notizia ha suscitato molto entusiasmo, anche tra i non addetti ai lavori. È naturale che ci si lasci andare a voli pindarici. Infatti qualcuno ha chiesto a Kip Thorne se questo risultato ci avvicina ai viaggi nel tempo (il giornalista pensava a “Interstellar”?) e il fisico ha risposto così:

Sono sicuro che Albert Einstein lassù starà gongolando, perché su una cosa tutti i fisici del mondo sono d’accordo: questa potrebbe essere la scoperta più importante del nostro secolo. Soprattutto perché sarà la base per le ricerche future sull’origine e la struttura dell’Universo, costituito in gran parte (le stime dicono circa al 90 %) della sfuggente materia oscura.

È come se lo spaziotempo avesse voluto mandarci uno squillo. Uno squillo che ha continuato a risuonare per la durata incredibile di 1,3 miliardi di anni e che potete ascoltare qui:

Non masticate molto la fisica, avete perso il filo e il vostro cervello sta fumando? Niente paura. Ecco un video animato e sottotitolato in italiano (segnalato da Giorgio Taverniti) che spiega in maniera molto semplice cosa sono le onde gravitazionali:

(Credit IMG: New Scientist, Fonte: Futurity)

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Cosa possiamo imparare dormendo

Nel romanzo di Aldous Huxley del 1932 Brave New World (Il Mondo Nuovo), un ragazzo polacco, Reuben Rabinovitch, cade addormentato vicino a una radio. Quando si sveglia è in grado di recitare l’intera trasmissione. Tuttavia non ha idea di quello che significhi, perché è tutta in inglese.

Oggi non si contano gli articoli che affermano che possiamo imparare la musica, migliorare le abilità linguistiche o fare un ripasso per un esame universitario, il tutto mentre dormiamo. C’è un’intera industria che fa affari su quest’idea. Nastri con messaggi subliminali, resi popolari dal guru del self-help Tony Robbins, promettono di aiutarci a smettere di fumare, perdere peso, giocare meglio a golf e persino trovare l’amore – semplicemente chiudendo gli occhi.

Molti sorrideranno, ma è qualcosa di seducente pensare che lo “sleep learning” funzioni, visto come siamo ossessionati dalla mancanza di tempo (che in realtà è disorganizzazione e mancanza di disciplina). Cosa c’è di vero?

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Abbiamo costruito un wormhole?

LA VIA LATTEA È UN WORMHOLE?

Paolo Salucci è un astrofisico della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste ed esperto di materia oscura nell’universo. Ha pubblicato da poco sulla rivista Annals of Physics una ricerca che ipotizza che la nostra galassia potrebbe essere un gigantesco wormhole. Lo scienziato ha dichiarato in un’intervista:

Se mettiamo insieme la mappa della materia oscura nella Via Lattea col modello più attuale del Big Bang che spiega l’universo e ipotizziamo l’esistenza dei cunicoli spazio-temporali, allora quello che otteniamo è che nella nostra galassia potrebbe davvero esserci uno di questi cunicoli, e che potrebbe addirittura essere grande come la galassia stessa. E non finisce qui. In questo cunicolo si potrebbe anche viaggiarci dentro, perché, in base ai nostri calcoli, sarebbe navigabile. Proprio come quello che tutti abbiamo visto nel recente film “Interstellar”.

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Neil Harbisson: il cyborg che “sente” i colori

Neil Harbisson è un cyborg di 32 anni (il primo registrato: ha un passaporto dove viene descritto il dispositivo che ormai è parte di lui). Dall’età di 21 anni ha un’antenna impiantata chirurgicamente nel cranio. È affetto da acromatopsia, una cecità congenita che gli impedisce di percepire i colori. L’antenna intercetta le radiazioni luminose intorno a lui e le converte in suoni, permettendogli di “sentire” i colori.

Il rapporto degli uomini con la tecnologia è destinato a diventare sempre più intimo. In futuro – Harbisson pensa nei prossimi 10-15 – cyborg con parti umani e parti meccaniche saranno la norma.

Credo che succederà nei prossimi vent’anni che io sarò in grado di camminare per strada ed essere normale,

dice Harbisson a proposito della sua antenna,

Proprio perché sarà normale vedere qualcun altro con una nuova parte del corpo.

Harbisson parla di Internet come di un “senso corporeo”. Nello stesso modo in cui assaggiamo il cibo e sentiamo la consistenza degli oggetti per interagire con il mondo, crede che gli esseri umani useranno Internet per comprendere il mondo attraverso le informazioni e i dati.

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