I trend tecnologici del 2016

Sono un grande fan della fantascienza. Ma non è per questo che trovo sempre un esercizio utile e interessante fare delle previsioni sulla tecnologia che verrà. Ha a che fare, in un certo senso, con il mondo che vorremmo e con la ricerca di un significato. Anche quando si cede alle lusinghe di visioni distopiche. Persino fare un confronto con quello che ci si aspettava l’anno precedente (che resta comunque valido) ci aiuta a focalizzarci sui nostri desideri collettivi, su quello che sarebbe veramente utile per tutti nei prossimi anni. Temo di dover aspettare ancora un po’ per una macchina intelligente con il pilota automatico, tipo K.I.T.T., e per un’assistente artificiale come quella di Her. Comunque, ecco quello con il quale, forse, ci confronteremo nei prossimi mesi.

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ANALISI ALGORITMICA DELLA PERSONALITA’

Ammetto che questa possibilità è piuttosto inquietante. La laurea in psicologia mi ha insegnato che nel comportamento umano ci sono “troppe” variabili, anche nei cosiddetti normali.

Comunque, pare che ci siano già agenzie di assicurazioni che fanno analisi della personalità dei clienti – attraverso dati come abbonamenti a giornali e riviste, quello che pubblicano sui social media, ecc. – per determinare quanto rischiosa sia la loro condotta di vita. La stessa cosa, in futuro, potrebbero fare le banche, prima di erogare un prestito. Le aziende potrebbero usare dati personali per determinare l’efficienza e il successo lavorativo di un potenziale impiegato.

La questione fondamentale che emerge da tutto questo è quanto sarà legittima la raccolta di questi dati, soprattutto considerando la noncuranza con la quale regaliamo preziose informazioni su di noi ai social network che abitiamo quotidianamente.

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BOT

Le applicazioni software che eseguono compiti automatizzati si chiamano bot. Ci sono profili Twitter (alcuni divertentissimi) che rispondono autonomamente quando gli facciamo qualche domanda. Naturalmente nessuno supera il test di Turing.

Quelli un po’ nerd tra di noi sanno di cosa parlo e sanno che esistono da tempo. La novità è che diventeranno più semplici da usare e programmare.

Un bot di Microsoft, Xiaolce, è in grado di parlare cinese mandarino e somiglia alla Samantha di Her. Vive dentro uno smartphone e ha conversazioni intime con i suoi utenti, perché il programma è in grado di ricordare dettagli delle precedenti conversazioni.

Ma i bot promettono di offrire più di semplici conversazioni. Giornali e riviste useranno presto bot per classificare e taggare articoli in tempo reale. E i servizi di intelligence potrebbero usare bot avanzati per la sorveglianza e per la diplomazia digitale.

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ANOMALIE DI FUNZIONAMENTO

In inglese si chiamano “glitches” e pare che ne sentiremo sempre più parlare. La ragione è ovvia. Finora ci si è riferiti soprattutto ai bug (errori di programmazione) dei software che causano malfunzionamenti, più o meno gravi. Ma più la tecnologia diventa pervasiva, più queste anomalie possono avere conseguenze pesanti.

Nel 2013 anomalie tecniche causarono uno stop di 3 ore del Nasdaq della Borsa di New York. L’anno scorso, un’altra anomalia ha tenuto a terra 5.000 voli della United Airlines per due ore. E anche quelli come noi che amano le serie Tv e fanno binge-watching grazie a Netflix sanno che trauma potrebbe provocare un’interruzione improvvisa dello streaming (sto esagerando). A qualche utente della piattaforma americana è capitato persino qualcosa di bizzarro che somigliava a uno strano mashup di film diversi.

Per restare in tema, come non citare quello che è successo a una premiere del settimo episodio di Star Wars? Adesso che tutto il cinema è digitale e le sale di proiezione si sono dovute adeguare con nuovi impianti, possono accadere incidenti spiacevoli. Ad alcuni sfortunati fan della saga di George Lucas è capitato di assistere a una proiezione di Star Wars VII che improvvisamente, dopo pochi minuti, è andata in tilt, mostrando per errore il finale del film. Come potete immaginare, è scoppiata una rivolta e gli spettatori stavano quasi distruggendo il cinema.

È bene chiarire che i “glitches” non sono bug software, che possono essere verificati e corretti. Si tratta di fenomeni più recenti, che possono essere predetti con difficoltà. Questo implica che, più la tecnologia progredisce, più dovremo essere attenti e competenti nell’uso e nella progettazione dei sistemi informatici.

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BACKDOOR

Anche questa è una parola da geek informatici. Si riferisce alle linee di codice che gli sviluppatori, intenzionalmente, installano nei firmware in modo tale che i produttori possano aggiornare in modo sicuro i nostri dispositivi e sistemi operativi. È un modo per permettere ai produttori di entrare nel vostro sistema per risolvere un problema senza interrompere la vostra esperienza d’uso.

Il rovescio della medaglia, come insegnano Edward Snowden e serie tv come Mr. Robot, è che con lo stesso sistema qualche malintenzionato potrebbe spiarci con la webcam del portatile o rubare i nostri dati.

Nel 2016 qualsiasi azienda conservi i dati dei clienti potrebbe richiedere la creazione di una backdoor. La cosa potrebbe riguardare banche, agenzie di viaggi, hotel, provider, ecc.

Molto probabilmente proprio grazie ad una backdoor alcuni operatori telefonici italiani pare che stiano condividendo la connessione Wi-Fi dei router privati casalinghi senza dire nulla ai loro clienti.

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BLOCKCHAIN

Coloro che tra di voi stanno cercando di capire cosa sono i bitcoin e come procurarseli, ne avranno già sentito parlare.

Il blockchain è una specie di sistema consensuale distribuito, dove non c’è una persona che controlla tutti i dati. Il suo nome è legato a quello dei bitcoin, ma tutti sono d’accordo sul fatto che il bitcoin probabilmente non è la killer app del blockchain. Il team di crittografi di Blockstream ha di recente lanciato il suo primo prototipo di “sidechain” che funziona come un registro separato con il suo codice. Sidechain rende le autenticazioni più semplici. Blockstream e i progetti legati al sidechain trasformeranno il blockchain in una piattaforma universale che potrà essere usata da chiunque abbia bisogno di firme o autenticazioni.

Il blockchain permette alle persone di partecipare a transazioni eliminando la necessità di un intermediario tra compratori e venditori. Un’innovazione che, potenzialmente, potrebbe sconvolgere l’intero sistema finanziario.

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ROTTE PER DRONI

Di droni si parla parecchio. Sono gli aerei americani senza pilota che bombardano l’ISIS. Sono quegli strani aggeggi ronzanti che fanno riprese aeree. Sono lo strumento di una nuova forma di giornalismo, il Drone Journalism (nelle università americane si sono attivati già i primi corsi). I più piccoli si possono comprare su Amazon per poche decine di euro. Arrivando a un centinaio si trovano già i modelli con una fotocamera montata sotto, per riprese fotografiche e video semi-professionali.

Tuttavia, anche se si è degli hobbisti, a portarli in giro si possono avere problemi con la legge. In molti Paesi e città o sono vietati o ci vogliono patenti speciali per pilotarli. Sono equiparati a degli aerei e quindi sono soggetti alla stessa normativa. Per molti è un’esagerazione, ma dopo l’escalation del terrorismo di matrice islamista le leggi si sono inasprite.

È molto probabile, comunque, che prossimamente, viste le potenzialità delle tecnologia ad uso civile e commerciale, si penserà a una regolamentazione più razionale. Agli hobbisti verrà riservato uno spazio aereo limitato. Uno spazio più ampio verrà concesso ai piloti commerciali e alle aziende. (Sarà il caso dei droni per il trasporto commerciale di Amazon e quelli di Facebook che porteranno Internet nelle zone del mondo non ancora connesse.)

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QUANTUM COMPUTING

Si tratta del tipo di calcolo di una nuova generazione di computer superpotenti. In breve, i computer quantistici possono risolvere problemi che sono troppo difficili per un computer classico, che può processare le informazioni solamente con gli 1 e gli 0 (il codice binario). Nell’universo quantistico gli 1 e gli 0 possono esistere in due stati (qubit) alla volta, permettendo computazioni in parallelo. Perciò, con due qubit abbiamo 4 valori allo stesso tempo: 00, 01, 10, 11.

La National Security Agency già prevede che la crittografia attualmente in uso sarà resa completamente obsoleta quando i computer quantistici supereranno una massa critica di utilizzatori, come personal computer.

Nel 2016 non sarà ancora possibile comprare un computer quantistico, ma se ne parlerà parecchio. Alcuni tra le più importanti aziende della Silicon Valley ci stanno lavorando, tra cui IBM, Microsoft, Hewlett-PackardGoogle e D-Wave.

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CONOSCENZA AUMENTATA

Alcune delle ricerche più strabilianti mescolano le neuroscienze con l’intelligenza artificiale. Si parla già di telepatia digitale perché possiamo mandare informazioni direttamente da un cervello all’altro via internet. Scienziati della University of Southern California stanno lavorando a una protesi neurale cognitiva che può recuperare e potenziare le funzioni della memoria. Questa ricerca, dimenticando per un attimo Matrix,  ha lo scopo di aiutare le vittime di infarti o traumi cerebrali a recuperare le loro abilità cognitive e funzioni motorie. Invece di fare la classica riabilitazione, basterebbe ricaricare le memorie giuste.

Ma questo implica anche che un giorno potremo migliorare le nostre abilità mentali per mezzo di un dispositivo computerizzato. L’apprendimento potrebbe diventare semplice quanto caricare una chiavetta USB.

(Fonte: Harvard Business Review)

 

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