Il suono è il senso del gusto dimenticato

I compositori hanno scritto musica da accompagnare a feste e banchetti sin dall’antichità – infatti, a una cena particolarmente spettacolare del duca Filippo di Burgundy nel 1454, ventotto musicisti furono nascosti in un’immensa torta, cominciando a suonare nel momento in cui la crosta venne aperta.

Oggi, comunque, molti chef e ristoranti commettono degli errori nel considerare gli aspetti sonori del mangiare e del bere. È uno sbaglio, perché, il suono può influenzare la velocità con cui mangiamo, quanto ci aspettiamo di pagare per il nostro pasto, e anche il sapore che percepiamo.

Non ci credi? Qui ci sono tre semplici esperimenti sonori da provare comodamente a casa.

LA PATATINA SONORA

Questo esperimento, per il quale Charles Spence e lo psicologo Massimiliano Zampini vinsero il premio igNobel nel 2008, è avvenuto quasi per caso. Spense stava lavorando con una grande azienda per vedere se potevano usare la recente scoperta dell’illusione della “pelle di pergamena” per indurre il cervello dei clienti a credere che i loro vestiti fossero ancora più soffici dopo essere usciti da una lavatrice.

Funziona in questo modo: se tu smorzi il suono delle tue mani che si sfregano mentre lo stai facendo, il tuo cervello si convince che siano più lisce di quello che sono. Questo perché il tuo cervello combina le informazioni uditive con le sensazioni tattili e presume che poiché c’è meno rumore, c’è meno frizione, e quindi una pelle più morbida. Questa idea – che, se cambi un input in un dominio sensoriale, puoi influenzare la percezioni in un altro – è chiamata interazione sensoriale crossmodale, e si trova al centro della ricerca di Spense.

Il cibo e le bevande sono tra le esperienze più multisensoriali della vita,

ha fatto notare Spense, perciò non sorprende più di tanto che gli sia venuto in mente che l’illusione della “pelle di pergamena” potrebbe funzionare anche in bocca, usando cibo invece che vestiti.

Charles Spence ha reclutato 200 volontari disposti a mangiare Pringles per la scienza. A questi, mentre mangiavano, ha fatto sentire suoni modificati dello sgranocchiamento attraverso le cuffie, alcuni più alti e altri più smorzati. E ha scoperto che poteva modificare del 15 % la percezione della freschezza di una vecchia patatina riproducendo uno sgranocchiamento più alto quando veniva addentata.

La “versione party” di questo trucco, secondo Spence, fu sviluppata da alcuni colleghi in Olanda e in Giappone. Ai volontari venne chiesto di sgranocchiare patatine a tempo con un metronomo, mentre i ricercatori riproducevano gli stessi suoni, in perfetta sincronia, attraverso le loro cuffie. Tutto andò bene finché i ricercatori rimpiazzarono gli sgranocchiamenti con il suono di un bicchiere che si rompeva: le mascelle dei volontari si paralizzarono subito.

Avete un pacco di patatine che è rimasto aperto troppo a lungo? Questo è l’additivo sonico di cui avete bisogno.

Mentre questo – ringraziamo la scienza – è l’accompagnamento sonoro per rendere stantie le tue patatine croccanti.

SINFONIA AGRODOLCE

Finora, ci siamo focalizzati su ciò che fa il suono. Ma una ricerca recente di Spence si è concentrata su qualcosa di più astratto e misterioso: un’associazione implicita tra particolari tipi di suono e i sapori.

L’idea che differenti tipi di profumi, sapori e aromi potrebbero corrispondere a differenti note musicali ha una lunga, sebbene speculativa, storia: nella Londra del diciannovesimo secolo, il profumiere Septimus Piesse creò una scala di profumi nella quale il Do Centrale (middle C) corrispondeva alla rosa, mentre l’ottava inferiore corrispondeva al geranio.

Nelle decadi successivi, i romanzieri hanno attinto all’idea e inventato tastiere immaginarie di essenze liquide (Joris-Karl Huysman‘s Against Nature), macchine per “pianocktail” (Boris Vian‘s L’Ecume des Jours), e un organo per profumi (Aldous Huxley‘s Brave New World).

Secondo Spence, il primo scienziato a provare l’idea, comunque, fu Kristian Holt-Hansen, che lavorava in Danimarca. Usando una lager Carlsberg e una birra Elephant, dimostrò che le persone regolarmente associavano un’intonazione più bassa (510-520 Hz) alla lager e un’intonazione leggermente più alta (640-670 Hz) alla più vinosa birra Elephant.

Poi ha scoperto che quando veniva fatto ascoltare il suono corrispondente alle persone che consumavano la birra appropriata, dicevano di sentirla più buona. Alcuni scienziati canadesi hanno replicato con successo l’esperimento nel 1984, con la fuorviante aggiunta di pompelmo e sottaceti, i quali sono stati associati a suoni con una tonalità più alta (1016 Hz e 1394 Hz, rispettivamente.).

Questo rappresentava lo stato dell’arte quando Charles Spence decise di verificare la connessione tra tonalità e gusto nel 2012. Usando una caramella agrodolce creata dallo chef Heston Blumenthal, Spence e i suoi colleghi dimostrarono che le persone percepivano la caramella il 10 % più amara mentre ascoltavano tonalità basse, e il 10 % più dolce quando le loro cuffie erano riempite da musica con una tonalità più alta. Successivamente, Spence dice di aver replicato l’esperimento con persone di tutto il mondo, trovando corrispondenze simili.

Puoi fare una prova anche tu a casa con del cioccolato fondente e queste due colonne sonore. La prima enfatizzerà il dolce, la seconda esalterà l’amaro.

(Fonte: Boing Boing)

 
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