Il valore di un abbraccio

Lo scorso febbraio McDonald’s, durante il Super Bowl, ha attivato una singolare promozione.

Per il periodo della campagna ha accettato una nuova forma di pagamento chiamata Lovin’, che includeva selfie e abbracci.

I dipendenti di McDonald’s, durante il periodo dell’offerta, hanno informato i clienti della possibilità di pagare con un Lovin’ i loro panini o menù, non è chiaro se rivolto a estranei o amici.

Indubbiamente si è trattato di una bella iniziativa, alla quale hanno partecipato con curiosità e divertimento tante persone. Ma è marketing.

Il valore di un abbraccio, però, è dato dalla sua spontaneità e non è certo economico. Fa parecchio riflettere che la tecnologia digitale, a volte, sembra fare dei passi da gigante nell’avvicinare le persone in tutti i modi, ma nella realtà non faccia altro che alimentare una sorta di spersonalizzazione dell’intimità.

Ad esempio, è nata un’app per smartphone, Cuddlr, che permette di fare nuove amicizie scambiandosi un abbraccio per strada. Ma se deve essere un coupon o un’app a dirci quando abbracciare qualcuno, siamo sicuri che ne valga veramente la pena?

 
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