I Sassi di Paul Di Filippo

Così lo scrittore di fantascienza Paul Di Filippo descrive i Sassi di Matera nel suo romanzo “La regina dei Sassi”:

I Sassi erano un dedalo di cunicoli, un termitaio, un agglomerato in stile Gormenghast: il correlativo oggettivo di un sogno numinoso di vita urbana, vissuta fianco a fianco e gomito a gomito con i propri vicini.

[…] 

Vicoli e discese e scalinati e canali, tutti lastricati con le stesse pietre tozze e scivolose, picchiettate di macchie come fagioli e levigate dal passaggio di innumerevoli passi, formavano una rete intricata e a prima vista insondabile, un andirivieni continuo che collegava tutti gli edifici. Questi erano addossati alla rinfusa e senza soluzione di continuità, uno sopra l’altro, di traverso, tutt’intorno e di fianco, stretti come foche su una spiaggia o una mischia di bambini, a trecentosessanta gradi sui versanti della collina usurpata dagli uomini, condividendo pareti e superfici orizzontali, cortili e verande.

 

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