Viviamo in un universo simulato?

Tutto quello che hai fatto o che farai potrebbe essere semplicemente il prodotto di un codice di programmazione altamente avanzato.

Ogni relazione, ogni sentimento, ogni memoria potrebbe essere stata generata da una banca dati di supercomputer.

Questa è la terrificante teoria proposta originariamente dal filosofo inglese Nick Bostrom.

L’ipotesi scioccante è alla base della trilogia di Matrix, diretta da Andrew e Lana Wachowski, nella quale si immagina un futuro distopico dove gli esseri umani sono controllati da una realtà simulata.

Nel suo saggio il professor Bostrom suggerisce che dietro la nostra prigionia digitale ci potrebbe essere una razza di discendenti ultra-evoluti.

Gli esseri futuristici – umani o di altra natura – potrebbero stare usando la realtà virtuale per simulare un tempo nel passato o ricostruire il modo di vivere dei loro remoti antenati.

Tutto questo suona folle? Beh, c’è qualcuno alla NASA che pensa che il professor Bostrom potrebbe aver ragione.


UNO SCIENZIATO DELLA NASA IPOTIZZA UN UNIVERSO SIMULATO

L'universo simulato dà un senso alla meccanica quantistica

L’universo simulato dà un senso alle bizzarrie della meccanica quantistica, come le conseguenze del Principio di Indeterminazione di Heisenberg.

Rich Terrile, direttore del Centre for Evolutionary Computation and Automated Design presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha parlato chiaro e tondo della simulazione digitale.

Proprio in questo momento i più veloci supercomputer della NASA stanno girando a circa il doppio della velocità di un cervello umano.

ha raccontato lo scienziato della NASA a Vice.

Se fai un semplice calcolo usando la Legge di Moore [che, semplificando, dice che i computer raddoppiano in potenza ogni due anni], troverai che questi supercomputer, entro una decina d’anni, avranno la capacità di elaborare un intero ciclo di vita umano di ottant’anni – incluso qualsiasi pensiero concepito durante quel ciclo di vita – nell’arco di un mese.

Nella meccanica quantistica le particelle non hanno uno stato definito finché non vengono osservate.

Molti teorici hanno passato parecchio tempo cercando di immaginare come spiegare questo fenomeno.

Una spiegazione è che viviamo dentro una simulazione e vediamo quello che abbiamo bisogno di vedere quando abbiamo bisogno di vederlo.

Quello che ho trovato entusiasmante è che, anche se siamo in una simulazione o molti ordini di grandezza al di sotto nella simulazione, da qualche parte lungo la linea qualcosa è sfuggito al fango primordiale per diventare noi e concludersi nelle simulazioni che ci hanno creato – e questo è fico.

L’UNIVERSO SIMULATO SPIEGHEREBBE I MISTERI DEL COSMO

La Materia Oscura potrebbe essere l'ombra di una simulazione

La Materia Oscura potrebbe essere l’ombra di una simulazione.

L’idea che il nostro universo sia una finzione generata da un codice di programmazione risolve un gran numero di contraddizioni e misteri legati alla natura del cosmo.

Il primo è il Paradosso di Fermi – proposto dal fisico Enrico Fermi durante gli anni ’60 – il quale sottolinea la contraddizione tra l’apparente alta probabilità di civiltà extraterrestri all’interno del nostro universo in espansione e l’incapacità dell’umanità di contattare queste ipotetiche colonie aliene.

“Dove sono tutti?”, si chiese Fermi.

Potrebbe essere che davvero la Terra e l’umanità siano il centro dell’universo.

Un altro mistero spiegato dalla teoria del professor Bostrom è il ruolo della Materia Oscura.

Il cosmologo americano Michael Turner ha definito la materia ipotetica “il più profondo mistero di tutta la scienza”.

La Materia Oscura è una delle molte componenti ipotetiche usate per spiegare un gran numero di anomalie del Modello Standard – la teoria omni-comprensiva che la scienza ha usato per spiegare le particelle e le forze della natura negli ultimi cinquant’anni.

Il Modello Standard della fisica delle particelle ci spiega che ci sono 17 particelle fondamentali che costituiscono la materia atomica.

Il Bosone di Higgs, che fu teorizzato dagli scienziati per la prima volta negli anni ’60, è tra queste 17 particelle fondamentali.

Nell’estate del 2012, gli scienziati del CERN hanno osservato quella che adesso si crede possa essere la sfuggente “particella di Dio”.

Ma il Modello Standard non è ancora in grado di spiegare un gran numero di sconcertanti proprietà dell’universo – incluso il fatto che l’universo si espande a una velocità sempre maggiore.

La Materia Oscura si crede possa essere qualcosa di simile a una ragnatela che lega insieme la materia visibile.

Se esistesse, spiegherebbe perché le galassie ruotano alla loro velocità – qualcosa che non può essere spiegato se ci atteniamo a quello che possiamo osservare.

Il Modello Standard non contiene ancora una spiegazione della forza di gravità.

La non ancora provata esistenza della Materia Oscura potrebbe essere sostenuta da un universo virtuale.

Ma non tutti sono convinti della spiegazione di Matrix.

L’IPOTESI DELLA SIMULAZIONE, AL MOMENTO, È FRAMMENTARIA

Il professor Peter Millican, che insegna Filosofia e Computer Science all’Università di Oxford, pensa che la spiegazione della realtà virtuale sia frammentaria.

La teoria sembra che sia basata sull’assunto che le ‘supermenti’ dovrebbero fare le cose allo stesso modo in cui le facciamo noi.

Se questo mondo è una simulazione, allora perché le supermenti – che sono fuori dalla simulazione – dovrebbero essere limitate dallo stesso tipo di pensieri e metodi che ci imprigionano?

Il professor Millican crede, tuttavia, che valga la pena approfondire l’idea.

È un’idea interessante, ed è salutare avere qualche pazza idea.

ha dichiarato al Telegraph.

Non vuoi censurare delle idee basandoti su quanto possano sembrare sensate oppure no perché talvolta nuovi importanti progressi sembreranno folli nel momento in cui cominceremo ad avere a che fare con loro.

(Fonte: Express.co.uk)

 

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